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Il finale dell’anno 2002 ci ha riservato una gradita sorpresa in ambito musicale: il primo album dei Transistors. Sotto questo moniker si celano due personaggi della scena romana (quella legata alla wave degli anni ‘80 ed all’attuale scena neo-lounge) ovvero Maurizio Mansueti e Luca Cirillo, musicisti, esperti di strumentazione vintage, giornalisti per la rivista Il Giaguaro e grandi appassionati di quello Space age pop di cui tanto ci interessiamo anche noi sulle pagine di DJ TIKI’S LOUNGE MUSIC CORNER. Coadiuvati dalla suadente voce di Miss Ari, nonché dalla partecipazione di alcuni ospiti internazionali, i nostri danno alle stampe quest’opera prima, mixata da Gak Sato e dedicata a Umiliani ed Esquivel!, che si presenta – a modesto parere di chi scrive- come il primo vero riuscito esempio di equilibrio tra tradizione ed innovazione, recupero e innesto, amore filologico ed enfasi neologica, proseguendo quella tradizione di dischi visti come viaggi intorno al mondo. L’incipit Euphonia promette di poter gustar pop, exotica and jazz, ma Spyderotica irrompe guidata dallo splendido ed incisivo riff del Clavinet di Brother Cleve (membro degli ormai disciolti Combustible Edison), con andamento latinoamericano, frasi dei fiati in stile mambo e parte centrale degna della sala d’attesa di un’astronave in partenza per Venere! Kitchen, canzoncina in stile ye-ye, ci riporta alla grande stagione dei caschi d’oro e Miss Ari, con un testo sentimental-culinario, ci invita a cena da lei, promettendo di esser frizzante….Cocktail di neve in oro (occhio ai titoli!) suona come un incrocio tra il Les Baxter più primitivo ed il Lalo Schifrin più spyoso, sostenuta da una ritmica esotica e sincopata, mentre Scivola via, adagiata su un indolente ritmo bossanova, atterra sui crateri della Luna grazie alla splendida voce della cantante. Appena il tempo di riprendere fiato e si riparte: Arancio del deserto in ghiaccio (?!?) suona come la colonna sonora de La decima vittima se Piccioni l’avesse scritta nel 2002 (il brano è costruito su spezzoni di dialogo tratti dal film e sull’andamento in 5/4 del tema originale), mentre Dummies and shoes ricarica le fotocellule per il viaggio orbitale di Mission on Venus, swingante brano di jazz’n’roll elettronico, che ti colpisce allo stomaco come le astronavi di un film di Ed Wood! Si rimane in orbita: arriva il Teletransport, a suon di contrabbasso loopato e ritmica percussiva (forse il brano più groove del disco), e ci si prepara per l’Operazione odi et amo, con linee di basso brasil, inflessioni sub-acustiche di theremin e synth e cori celestiali. Atterraggio: Il silenzio avvolge è uno strano ed exotico tango dell’era spaziale, con sitar, tablas ed una melodia memore dell’Italia dei favolosi anni ’60. Traffic exploitation ci ributta nel traffico di una qualsiasi città terrestre. Possiamo ricominciare a viaggiare quando vogliamo………… Data astrale: 6 Gennaio 2003. Gianmarco Diana "DJ TIKI"
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