PAOLO BENVEGNU'
Piccoli fragilissimi film
Stoutmusic/Santeria/Audioglobe - 2004
 

01. Il mare verticale
02. Cerchi nell’acqua
03. Io e te
04. Il sentimento delle cose
05. Fiamme
06. Suggestionabili
07. Brucio
08. È solo un sogno
09. Only for you
10. Quando passa lei
11. Catherine

 

In “Piccoli Fragilissimi Film”, album dell’ensemble “Paolo Benvegnu” che segue il CD singolo “Suggestionabili”, accade un surreale capovolgimento di ruoli: è l’album ad analizzare l’ascoltatore. Ogni traccia è un valore assoluto che giudica ineffabilmente chi assiste allo spettacolo. Un totale di undici irremovibili categorie, undici paradigmi che condensano altrettanti stati d’animo asciugati fino all’essenziale: piccoli fragilissimi film, appunto. La sensazione è quella di assistere all’inaugurazione di una mostra in cui null’altro si può fare che, guida alla mano, lasciarsi soverchiare dall’opera d’arte, interprete con un unico e a volte semplice bozzetto di anni e anni di sensazioni rimaste dentro di noi inespresse. Ingiudicabili, in quanto dati di fatto.

L’ensemble Paolo Benvegnu – mi riferisco al secondo, che si differenzia dal primo ensemble, quello chiamato Scisma, in quanto privo di voci molteplici – è una vetta della musica contemporanea da cui si può contemplare tutto il resto che, distante, si muove a valle: il pop, MTV, le contaminazioni, i cantori maledetti, chi suda sul distorsore, gli anelli al naso e tutto l’immaginario reso futile perché necessariamente giovanilistico. Da quassù tutto assume la dimensione minima, mentre intorno è possibile contemplare la vista di un mondo delle idee a bassissima densità abitativa. Mi permetto di dare un’occhiata, senza far rumore o disturbare troppo, brano per brano.

Proprio da un esilio coatto sembra giungere “Il mare verticale”, l’utilità di farsi schivare dal quotidiano; “Cerchi nell’acqua” è invece una camminata fine a sé stessa, incontri-scontri di movimenti che si infrangono su dettagli comuni, come il respiro, che rendono tutti simili a tutti. “Io e te” è la brezza che accompagna il volo di un sentimento senza peso, in netto contrasto con il meraviglioso mondo di Amelie-Benvegnu descritto ne “Il sentimento delle cose”, la meticolosa ricerca di particolari materiali, fotogramma per fotogramma, nella vita che raccontiamo vivendo. Quindi l’equilibrato dosaggio tra comburente e combustibile in “Fiamme” e “Brucio”, due episodi in cui le lingue di fuoco manifestano l’assenza di immobilità fuori e dentro di sé; qualche episodio minimale colto (sfocato a causa della velocità) durante una fuga in “Only for you” in contrasto alla fedele riproduzione di un’esplosione di sensi colta proprio “Quando passa lei”, per finire con il sorriso enigmatico di una gioconda, la “Catherine” ritratta in un’unica espressione per molteplici storie chiuse in un solo menage sentimentale.

I “Piccoli fragilissimi film” sono undici cortometraggi d’autore, alla cui proiezione si va desiderosi di risposte, le stesse che si cercano nella lettura o nell’arte in genere di chi speriamo abbia le parole, le migliori, per farci sentire un po’ meno unici.

Roberto Briozzo

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