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Sono leggeri, diafani, quasi immateriali questi dieci acquerelli elletroacustici presentati dagli “In my room”, quartetto proveniente da Parma e di cui questo è il primo lavoro ufficiale dopo un EP uscito nel 2002. Il gruppo nasce come progetto solista di Marco Monica (che troviamo in veste di cantante, chitarrista ed elaboratore di suoni al pc) per poi arricchirsi nel tempo dei contributi di Emanuele Missorini al basso, Agnese Roda alla voce e Deborah Penzo al violino. E’ proprio quest ultimo strumento, assieme ai delicati arpeggi della sei corde, ad interssere atmosfere intime e malinconiche, adatte ad animi solitari che osservano il mondo dalla propria stanza,spazio, prima che fisico, evocativo di un’introversione che permea la musica. Sotto quest’epidermide acustica si muovono complesse e nervose ritmiche di microsuoni in stile glitch, nella creazione delle quali Marco si dimostra assai abile (una dimostrazione proviene dalla strumentale – a parte le vocals canine – “The bed outside the window”). Il suono di “Saturday Saturn” cerca di avvicinare il cantautorato acustico di Nick Drake e del (fu?) new acoustic moviment, all’elettronica minimale e ricercata di Fennesz e Tarwater (anche se non sono del tutto estranei i Notwist). Queste influenze caratterizzano undici composizioni che a volte risultano un po’ prolisse a causa del loro insistere nella dilatazione degli “spazi sonori”. Solo a tratti troviami quei guizzi che conferiscono spessore ai brani pur senza snaturarli: le non banali melodie di “Covered by secrets”; le inusuali ritmiche spezzate di “Heather”; le acerbe sperimentazioni di strutture “per parti” di “Gentle visitation again”; il violino “velvettiano” di “Portrait”; le destrutturazioni di “My sweet di stress”. Tutte note comunque trascurabili per un cd d’esordio, per giunta davvero ben registrato sebbene autoprodotto (non c’è un suono fuori posto!). Con un po’ concretezza maggiore li vedrei benissimo pure al di fuori della loro stanza… Matteo Muggianu info:
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