![]() |
|
|||
|
Nati nel 2004 ad opera di Giovanni Moretto e Massimo De Nardi, i Burning Black giungono all'agognato traguardo del primo full lenght con questo roccioso Prisoners of Steel. Il five piece combo trevigiano offre un album completamente votato al sacro verbo dell'Heavy Metal più classico ed ottantiano, sciorinando undici traccie di rovente e tellurico metallo che trova il suoi numi tutelari nei sempre mai abbastanza osannati Judas Priest di Rob Halford & Co. Chitarre taglienti, riffing work inscisivo, tempi quadrati ed una voce adeguatamente graffiante sono i biglietti da visita con i quali i nostri si presentano al loro battesimo del fuoco, riuscendo ad offrire un disco che pur non brillando per originalità (ma in fin dei conti non credo che in un genere come quello proposto dalla band sia possibile fare molto in merito all' innovazione) riuscendo nella difficile prova di misurarsi con una tradizione pesante come quella del metal ottantiano uscendone a testa alta. Riff taglienti come acciaio inglese (British Steel...vi dice nulla?) colpiranno i vostri padiglioni auricolari forzandovi ad un furioso headbanging: sentite le ritmiche dell'opener Hell is Now, della rocciosa Angel of War, di Fight to Dream ( che botta il riffing work di questo pezzo, davvero esaltante) e della portentosa ...Without Fear e vi renderete conto di quanto questi ragazzi ci sappiano fare: la forza principale della band risiede sicuramente nel preciso, possente e massiccio lavoro delle chitarre di Giovanni Moretto e Marco Maffeis che regge come un colossale Atlante il mondo musicale costruito dalla band, grazie anche alla precisa sezione ritmica formata da Luca Scomparin e Alessandro Jacobi, regalandoci un micidiale assalto sonoro impreziosito dall'ottima voce del singer Massimo De Nardi. Insomma, per tutti gli amanti dell'Heavy più classico questo cd è sicuramente un prodotto interessante, ben registrato e di grande impatto: keep the flame alive!!!! Giuseppe Siracusa http://www.myspace.com/burningblackband
|