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Re Dinamite sono sporchi. Rozzi e saturi, ululanti come si addice a una
vera rock band.
Tridente classico ammazzasette: chitarra-basso-batteria. Come i vicini
d’etichetta e genere Underdogs anche loro provengono da Treviso ma qui
di stoner ci sono solo velati accenni. Appena vagamente psichedelici,
decisamente bluesly e punkattitudinali fino al midollo.
Incidono questo disco omonimo in “3 fucking days” trovando anche il tempo
per mixarlo e portare a termine il mastering.
Un cazzotto in piena faccia, poco più di trenta minuti di grezze
saturazioni –buona la prima-.
You race, sick girls sixty four, scorrono veloci e senza lasciar tempo
per un respiro. it’s not a motorcycle è un blues dannato degno
dell’angelo ribelle Robert Johnson.
C’è birra da buttar giù e polvere da lasciarsi dietro.
Manca però qualcosa. A volte un po’ troppo viscerali a scapito
di un minimo di originalità.
Troppo di genere, troppo poca varietà tra un pezzo e l’altro. Il
lavoro e tutto molto simile a se stesso e più volte scivola nel
già sentito (già sentito un minuto prima).
Un po’ troppo tutto insomma ma perché discutere? Questo è
quello che sono, questo è quello che in fondo vogliono essere.
Perché volere di più? Questo è solo fottuto, giusto,
sacrosanto, rock’n roll.
Nicola
–Jeriko.san- Mura
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