BISCAZULU'
"I Tre terroni"
Arroyo Records/ Venus

   

Dopo le pluriennali esaltanti esperienze con Bisca e 99 Posse, vere e proprie istituzioni della scena musicale alternativa napoletana, Luca Persico (O’Zulù), Sergio Maglietta (Serio) ed Elio Manzo (100gr.) decidono di riunirsi nel progetto Biscazulù e danno vita al lavoro intitolato “I Tre Terroni”.

Fin dal titolo e dall’immagine della copertina, evidente  parodia ai  Tre Tenori, si capisce che la rabbia tanto cara sia a Bisca che ai 99 Posse, si è notevolmente affievolita ed è stata sostituita da manciate di ironia che si trovano sparse a piene mani in molti episodi di questo lavoro. Le singole canzoni risultano così spogliate della loro dote principale, caratteristica che ha reso unici ed originali gruppi come Bisca e 99 Posse, veri paladini della “parola urlata dal basso”, capaci di gridare la loro cultura antagonistica ed i loro attacchi frontali alla politica ed alla società italiana per più di un ventennio.

Certo, non è tutto da buttare: Luca Persico conferma a pieno titolo le sue grandi doti di “paroliere”  ed a tratti è ancora credibile, come nella intensa rivendicazione sociale di  “Chi è sfruttato” e in “I Moderati”, fedele ricostruzione/distruzione dei protagonisti della classe politica a noi contemporanea, mentre Sergio Maglietta conferma la sua classe nella riflessiva e malinconica “Almeno parte”, a mio avviso il pezzo più riuscito dell’intero disco.

Si tratta però di eccezioni in un lavoro nel complesso “piatto”, che pecca di eccessiva “leggerezza”, anche se bisogna ammettere che pezzi come “La mano di Dio”, vero e proprio inno a Diego Armando Maradona,  e come “Chavez”, pur non brillando per originalità dei contenuti, riescono ancora a  divertire e a far  ballare.

Se l’intenzione era quella di fare un disco ascoltabile e divertente, l’obiettivo è stato raggiunto, ma i connotati che hanno caratterizzato per anni l’espressione artistica e l’esplosione di gruppi come Bisca e 99 Posse sono lontani anni luce, purtroppo.

Massimiliano Locandro