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I Fata, gruppo di Carpi
attivo fin dal 2000, sono finalmente arrivati al loro esordio discografico
dopo alcuni demo e una grande attività live, che li ha portati a
partecipare e vincere una bella serie di concorsi dedicati alla musica
indipendente italiana.
“La percezione del nero” è un
salto indietro nel tempo, precisamente alla new wave inglese, genere
musicale che spopolava negli anni 80.
Bisogna subito dire che i FATA hanno
sfornato un gran bel prodotto, composto da dodici canzoni ottimamente
suonate e prodotte, di immediato impatto, che hanno il grande pregio di
entrare subito nella testa di chi ascolta e questa è una qualità non
comune, soprattutto per chi si cimenta in un genere musicale non proprio
attuale e soprattutto interamente cantato in italiano.
Oltre alla stupenda“Noir”, oscura e
coinvolgente, il disco riserva grandi sorprese, come la successiva
“Tempo alle tue parole”, arricchita da suoni industriali e con un
ritornello che si insinuerà dentro il cervello senza andare via troppo
facilmente, così come “L’assenza”, molto ballabile e con un finale
di grande classe.
La voce di Roberto Ferrari a tratti ricorda
il grande Morrisey e riesce a donare personalità e grinta a tutte le
canzoni proposte: esempi lampanti ne sono “La sintesi dell’io” e
“Cosa pensi di me”, dove l’adrenalina sale impazzita alle stelle.
C’è anche spazio per due canzoni che
spezzano il trend musicale dell’intero lavoro: si tratta di “Nella mia
noia” episodio intimista e malinconico e la finale “La linea
continua”, ipnotica danza dal dolce incedere.
Al di là delle singole canzoni è l’intero
lavoro ad essere estremamente coinvolgente e ben curato in ogni minimo
dettaglio: i FATA non saranno il massimo dell’originalità ma sanno suonare
e soprattutto sanno comporre ottime canzoni che meritano di essere
ascoltate.
Andando a cercare il pelo nell’uovo l’unica
pecca può essere il genere musicale non proprio attuale, ma se questo
disco fosse uscito nel periodo d’oro della new-wave saremmo sicuramente
tutti a parlare di un bel fenomeno discografico.
Massimiliano Locandro
http://www.myspace.com/fataep |