FEDERICO ZECCHIN
"SOTTO GLI OCCHI DEL MONDO"

   

Curioso e ricco di tappe il percorso di vita del cantautore Federico Zecchin: se all’inizio si dedicava con amore alla pratica di sport amatoriali e professionistici, dopo un incidente automobilistico riesce a scoprire la passione per la musica e per tutto ciò che gli ruota attorno.
Proprio questa grande passione lo porta in breve tempo ad incontrare Giorgio Albertazzi, col quale elabora un concept dedicato all’Alchimia. Segue poi la collaborazione musicale con Rossana Casale, e l’approdo nel mondo della discografia, dimostrando sempre grande interesse per il jazz e profonda stima per chi lo pratica.
Successivamente si dedica alla produzione esecutiva degli album di altri, fino ad arrivare alla creazione e produzione del suo disco d’esordio intitolato ”Sotto gli occhi del mondo”.
Ascoltando le tredici canzoni che compongono questo lavoro non si può fare a meno di notare la grande cura e passione di cui sono intrise le singole tracce, sia nei testi che negli arrangiamenti.
Un altro accostamento che diviene inevitabile è quello con l’approccio musicale dell’immenso Fabrizio De Andrè, non solo per la parte cantautoriale (la voce di Faber rimane unica ed inimitabile) ma soprattutto per i testi, che raccontano storie popolari in modo riflessivo e con grande proprietà di lessico.
Proprio la scelta di mettersi sempre dalla parte del più debole, di quello che nella vita non è stato certo baciato dalla fortuna e che forse mai lo sarà, permette all’ascoltatore di prendere a cuore le canzoni di Federico Zecchin, il quale ci offre la possibilità di riflettere su storie che accadono spesso nel quotidiano e che ormai non ci toccano più, quasi ne fossimo diventati immuni.
Così si parla di immigrazione e dei suoi tragici risvolti, entrando nel pieno delle vicende umane che caratterizzano questo problema di scottante attualità (”Anpalagan“) oppure si sfata con arguzia il mito americano (“L’ultima grande balena americana”) o ancora si affronta con riflessione l’incredibile parabola dell’uomo e ciclista Pantani (“Pirata”).
“Sotto gli occhi del mondo” si rivela un lavoro impegnato e molto curato, di quelli che non si danno certo alle stampe per vendere migliaia di copie, ma che vengono dettati dall’immensa passione per la musica. Certe volte è utile fermarsi un attimo per riflettere sulla vita e su quale direzione stia prendendo il nostro vecchio e caro mondo: Federico Zecchin lo ha già fatto e con “Sotto gli occhi del mondo” ci offre la possibilità di seguire il suo esempio.

Massimiliano Locandro