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Giungono alla
terza fatica i veneti Mojomatics, duo composto di chitarra e batteria in
piedi sulla scena garage-rock europea già da 5 anni. Incidono questa volta
per Ghost Records, etichetta di Varese che in passato ha prodotto gruppi
del calibro di One Dimensional Man e Ronin e che ora punta proprio su di
loro per varcare lo stivale italico e lasciare il segno anche in Europa, o
se possibile anche oltre.
Il duo, formato dal combo MojoMatt/DaveMatic sa veramente cosa ci vuole
per preparare un genuino e divertente rock'n'roll senza fronzoli.
Ed è subito impatto: tiratissima l'iniziale “Wait a While”, pare di
sentire un Dylan che prende chitarra, ci butta due accordi e indiavolato
ci da dentro come non mai.
Non passano manco due minuti che ci si ritrova dentro al twist di “Miss Me
when i'm Gone”, ritmo pulsante e una vibrante armonica a farla da padrone.
“Clean My Sins”,”Askin' for a better circumstance”,”You Are Not Me
(Fortunately)” crescono, irregolarmente, tra continue frenate e ripetute
accelerazioni.
Ad ascoltare “Complicate My Life” a tratti ci si ripropone sempre le
stupide domande, ma dai suonano veramente solo in due? Si cerca di capire
se c'è la presenza di un terzo elemento. Si, c'è, ma non è come voi
vorreste che si presentasse. Una sorta di sinergia insomma, un valore in
più che nasce dall'affiatamento tra i due e che si insedia come presenza
determinante nella riuscita dei loro pezzi.
“Stars Above” rimpasta i miti country-folk americani, Johnny Cash e il già
prima citato Bob Dylan, che se prima l'abbiamo voluto immaginare in una
(inusuale) veste che è proprio il contrario dell'aggettivo pacato, qui
invece lo riproponiamo nelle sue più abituali vesti.
Ulteriore scossa quella di “She Loves”. Per chi invece conosce “Why Don't
You Leave Me”, brano apripista del disco del 2006, sembra quasi venga
riadattata e arrangiata a ritmi più blandi in “Losin' Time”. Arriviamo a
“Down My Spine”, che è anche il pezzo uscito su 45 giri, che ha anticipato
di qualche mese l'uscita dell'album, e alle conclusive “Hole in My Heart”
e “Winter Got No Eyes”.
Dodici pezzi che filano dritti in poco più di mezzora. Non aggiungono
niente al rock'n'roll, ma vi regaleranno un breve e consistente ripasso,
aggiungendoci freschezza e un guadagnato divertimento.
I Mojomatics si dipingono in modo (scherzosamente) arrogante, il titolo
stesso dell'album avverte l'ascoltatore che già li ha ascoltati in
precedenza a “non pretendere di conoscerli” così a fondo. E se di “fondo”
si discute, un fondo di verità c'è: il disco suona più pulito e meno
grezzo dei precedenti due. Un mutamento che li ha trasformati in una band
impegnata a ricercare la semplicità, connubio di immediatezza.
Probabilmente questo disco chiuderà la trilogia di band formata da soli
due membri, iniziata con “A Sweet Mama Gonna Hoodoo Me”(2004), proseguita
con “Songs For Faraway Lovers”(2006), fino all'ultimo lavoro di cui sopra
vi ho parlato. Presto, già dalla prossima tournee, si potrebbe e dovrebbe
unire a loro un terzo membro, quasi sicuramente un bassista.
Alessandro Manca.
captain_bls@yahoo.it
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