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Terzo lavoro per gli abruzzesi No more fear che con questo nuovissimo "Ethnoprison" sfoderano una prova decisamente interessante: attiva dal lontano 1996, la band ha realizzato già un album, Visions of Irrationality, ed uno split cd con i Sin Driven Tide, senza contare il demo Shouts of war, targato 1998 ed un promo realizzato l'anno successivo. La proposta dei No more fear è un death melodico di chiara matrice svedese e di immediato impatto che sa però arricchire i propri registri espressivi con evidenti riferimenti al death progressive dei maestosi Opeth, risultando così efficace e decisamente non stereotipato. Le architetture dei brani infatti, pur essendo chiaramente improntate all'immediatezza e rifutando eccessive divagazioni, si sviluppano con un incedere ricco di riff e stacchi che rendono le composizioni originali e mai scontate, riuscendo così nell'arduo compito di stupire senza nulla togliere alla carica aggressiva ed alla fruibilità dei pezzi. Esemplificative della proposta della band sono in particolare la terza traccia White Crash ed il quinto brano Quiet blowing: White crash parte con un riffing work e delle ritmiche di grande impatto, aprendosi poi ad una serie di riff di grande efficacia (sfuriate di doppia cassa annesse) che rendono la canzone variegata senza però inficiare in alcun modo l'immediatezza ed alla violenza del brano; in Quiet Blowing i tratti sono invece assai più progressivi e la lezione degli Opeth si sente in modo decisamente più evidente grazie ad un uso di arpeggi ed un riffing work non propriamente convenzionali per una band di death melodico old school (clamoroso in questo senso il morbido passaggio posto a metà e a conclusione del brano). La buona registrazione ed il missaggio affidato all'esperto Giuseppe Orlando, sono il definitivo sigilllo di qualità su questo valido prodotto: i No more Fear hanno realizzato un lavoro interessante, originale, ben suonato e che credo potrà rappresentare un punto di riferimento importante per la scena italiana. http://www.myspace.com/nomorefearweb Giuseppe Siracusa
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