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Just let it happen rappresenta la graduale evoluzione di Paolo Saporiti verso una dimensione più intima e personale, un nido scarno ma confortevole dove potersi rannicchiare nei momenti in cui l’anima non trova pace, aspettando che il cielo si rischiari nuovamente. Rispetto al precedente “The Restless Fall” il suono risulta arricchito grazie al sinuoso violoncello di Francesca Ruffilli, alle destrutturanti incursioni elettroniche di Xabier Iriondo ed ai preziosi contributi di Christian Alati alla chitarra e Lucio Sagone alle percussioni. Anche l’artwork è parte integrante del progetto artistico, grazie alla bellezza inquietante delle illustrazioni di Paul Barnes e ad un packaging curatissimo e personale, come da tradizione di Canebagnato Records. Un lavoro di grande impatto emotivo, breve ed intenso come il sole che si scioglie all’orizzonte, sette brani di folck fragili e crepuscolari tra cui ci si imbatte nella spettrale solitudine di “Mountains of broken guns & dreams”, nella schiacciante malinconia di “All, fall down” non senza aver assaporato la morbosa inquietudine esistenziale di “Like a dog” ed essersi lasciarsi trasportare nei rarefatti meandri ovattati di “The last man on earth”. Lavoro scarno, intenso e fascinoso, che ci consegna un Paolo Saporiti sicuramente più maturo e pronto a colmare nuovi vuoti, sperando che accada di nuovo. Massimiliano Locandro http://www.myspace.com/paolosaporiti
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