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Abbiamo aspettato tre anni. Sono stati dei mesi ansiosi e di grande attesa (pure troppa) per questo “B”, il secondo disco del combo sardo originario di Cagliari, interessantissima scoperta di Casasonica, l’etichetta indipendente del Subsonico Max Casacci. Finalmente il 5 marzo 2008 i Sikitikis presentano alla stampa “B”, come B-Movies, lato B o come volete interpretare a vostro piacimento. I quattro sardi (orfani del percussionista Nic) hanno anticipato il disco con l’uscita del singolo “Rosso Sangue”, canzone in pieno stile Tiki, dallo stoner-rock tinteggiante di Queens of the Stone Age, che ha fatto molto ben sperare gli ammiratori della band. Ma veniamo al disco. Lasciata in parcheggio custodito la Giulietta di “Fuga dal Deserto del Tiki”, l’impressione principale è quella di non sentire un album vero e proprio, ma l’aria che si respira è quella di una raccolta di B-Sides (Sarà questo il vero senso di B?), condita da produzioni datate 2005, le solite cover personalizzate e brani inediti. L’intro del disco “Il mondo è una giungla” ci introduce, accompagnato da un vago spirito vestito da Fantomas, al primo pezzo del disco che è “Little Lu”. Little Lu è un brano riprodotto in classico surf style, che non ha niente da invidiare ai maggiori successi di Beach Boys o The Chantays, avente però la pecca di essere più una cover del genere musicale nel suo complesso, facendo apparire la canzone come una forzatura stilistica. Nel corso del disco si intravedono degli spiragli di luce molto interessanti, tre capolavori dove finalmente i Sikitikis tolgono fuori la reale vena artistica che li ha sempre contraddistinti: “Piove Deserto”, “L’ultima mano” e “Onde concentriche”. Piove Deserto è la colonna sonora del film “Jimmy della Collina” (pellicola sarda di Enrico Pau, che sarà nelle sale dal 4 aprile 2008), in cui la melodia strappalacrime mischiata al testo (…Noi siamo qui e piove deserto..) faranno sicuramente breccia nel cuore degli ascoltatori. In “L’ultima mano” la voce di Diablo giocherella tra le melodie della musica italiana anni 60 e l’influenza Subsonica, esprimendo al massimo dei voti le parole accattivanti cantate nel corso del brano (…Andarsene ora quando il sonno e il silenzio rendono tutto piu’ difficile…”). Infine, “Onde concentriche”, dove la comparsa vocale di Robertina (Gatto Ciliegia) mette in risalto le atmosfere sixties e lascia a bocca aperta (o forse in questo caso, ad orecchie incollate alle casse) il destinatario. Completano il lavoro “Al primo colpo”, pezzo d’impatto che sicuramente farà sfoggia di sé in chiave live; “Perdere rivincite”, “Mi avveleni il cuore”, pezzo scritto tre anni fa in sintonia col primo disco del 2005, la già citata “Rosso Sangue” e le cover “Storia d’Amore” di Adriano Celentano e “Le Grande Diable”, strumentale ispirata al celebre romanzo di Wu Ming. Tutto sommato un album discreto, stilisticamente distante dalla prima uscita della band (l’evoluzione è sempre un bene), molto più pacato, ragionato, con pause di graffiante potenza sonora. Niente da dire sulla scelta dei suoni, dove i Sikitikis si confermano dei maestri. Forse a “B” manca qualcosa, ma d’altronde dopo aver fatto un disco esplosivo come “Fuga dal Deserto del Tiki”, non ci si poteva aspettare di più.
www.sikitikis.com Angelo Argiolas
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